La grande musica… Insieme a Bologna The great music… Together in Bologna

2019/2020

Ragionar d'Amore - Petrarca

L’amore come lode della donna amata, creatura angelicata la cui virtù eleva spiritualmente l’anima dell’innamorato, lascia il posto in Petrarca a una visione di stupefacente modernità: quella di un io che si interroga sul proprio amore con un’introspezione quasi psicanalitica, che ammira la donna nella sua bellezza “carnale” ma riconosce anche l’inesorabile tirannia del tempo, la vanitas vanitatum di biblica memoria.

Ludus Gravis

Nuove sonorità per l’ensemble di soli contrabbassi fondato nel 2010 e diretto dal solista e compositore Daniele Roccato. La particolare formazione dell’ensemble si è fin da subito imposta come un’autentica novità nel panorama contemporaneo, attirando l’attenzione di autori che hanno segnato la storia della musica, come Henze, Riley, Bryars, Scodanibbio, e ricevendo inviti da molti dei più prestigiosi festival europei.

LUBOMYR MELNYK - Bologna Modern #4

Alla vigilia dell’uscita del suo ultimo album, Musica Insieme porta per la prima volta a Bologna Lubomyr Melnyk, interprete e compositore di origini ucraine, noto anche come “il profeta del piano” per la sua devozione allo strumento. Attivo sin dagli anni Settanta, autore in particolare di produzioni legate alla danza sulle geniali coreografie di Carolyn Carlson, Melnyk è anche l’inventore della continuous music, ovvero “un flusso ininterrotto di note che scorrono velocissime, un magico fluire connesso alla natura, un fiume in piena di estatica energia”.

FOCUS KAGEL - Bologna Modern #4

Fantasia, umorismo e originalità. Tre parole che ben si adattano alla personalità di Mauricio Kagel, compositore argentino scomparso nel 2008 al quale Musica Insieme dedica un appuntamento nell’ambito della IV edizione di Bologna Modern – Festival per le musiche contemporanee. Al centro l’integrale pianistica, con “assaggi” di musica da camera di questo geniale artista, che studiò musica con Ginastera e letteratura con Borges.

Takács Quartet

«Anche con il repertorio più complesso – recensisce il Times – questi musicisti si dimostrano intrepidi, dando alla musica un profondo senso di libertà. Allo stesso tempo, c’è un’assoluta attenzione al dettaglio: non una nota né un crine dell’archetto sono fuori posto».