La grande musica… Insieme a Bologna The great music… Together in Bologna

2019/2020

Ragionar d'Amore - Boccaccio

La cornice di una delle più originali raccolte della letteratura italiana, che in quasi sette secoli non ha perso nulla del suo fascino, è racchiusa nel suo titolo: Decameron, ovvero dieci giorni in cui dieci ragazzi (sette donne e tre uomini) si rifugiano in campagna e raccontano dieci novelle al giorno per sfuggire alla devastazione, fisica e morale, della peste che attanaglia Firenze nel 1348.

Ragionar d'Amore - Petrarca

L’amore come lode della donna amata, creatura angelicata la cui virtù eleva spiritualmente l’anima dell’innamorato, lascia il posto in Petrarca a una visione di stupefacente modernità: quella di un io che si interroga sul proprio amore con un’introspezione quasi psicanalitica, che ammira la donna nella sua bellezza “carnale” ma riconosce anche l’inesorabile tirannia del tempo, la vanitas vanitatum di biblica memoria.

Ludus Gravis

Nuove sonorità per l’ensemble di soli contrabbassi fondato nel 2010 e diretto dal solista e compositore Daniele Roccato. La particolare formazione dell’ensemble si è fin da subito imposta come un’autentica novità nel panorama contemporaneo, attirando l’attenzione di autori che hanno segnato la storia della musica, come Henze, Riley, Bryars, Scodanibbio, e ricevendo inviti da molti dei più prestigiosi festival europei.

LUBOMYR MELNYK - Bologna Modern #4

Alla vigilia dell’uscita del suo ultimo album, Musica Insieme porta per la prima volta a Bologna Lubomyr Melnyk, interprete e compositore di origini ucraine, noto anche come “il profeta del piano” per la sua devozione allo strumento. Attivo sin dagli anni Settanta, autore in particolare di produzioni legate alla danza sulle geniali coreografie di Carolyn Carlson, Melnyk è anche l’inventore della continuous music, ovvero “un flusso ininterrotto di note che scorrono velocissime, un magico fluire connesso alla natura, un fiume in piena di estatica energia”.

FOCUS KAGEL - Bologna Modern #4

Fantasia, umorismo e originalità. Tre parole che ben si adattano alla personalità di Mauricio Kagel, compositore argentino scomparso nel 2008 al quale Musica Insieme dedica un appuntamento nell’ambito della IV edizione di Bologna Modern – Festival per le musiche contemporanee. Al centro l’integrale pianistica, con “assaggi” di musica da camera di questo geniale artista, che studiò musica con Ginastera e letteratura con Borges.

Yuja Wang

Quella di Yuja Wang è la storia di un’agguerritissima preparazione iniziata nella città natale di Pechino e proseguita al Curtis Institute of Music di Filadelfia. Ma è anche una storia di occasioni, colte al momento giusto e con la giusta preparazione per farlo. Nel 2007 è subentrata all’ultimo istante a Martha Argerich come solista con la Boston Symphony Orchestra. Una sostituzione quasi impossibile, che pochi giovani interpreti avrebbero saputo affrontare.

Denis Matsuev

Che cos’è un concorso nella musica classica? Sicuramente un trampolino di lancio, una consacrazione, o più banalmente una “lettera di referenze” per una professione che non è fatta soltanto di lauree e titoli, ma si muove nello scivoloso terreno dell’arte. Quello dove l’agonismo insito nel concetto stesso di concorso deve fare i conti con qualcosa che di sportivo non ha nulla, quel qualcosa di inafferrabile e ineffabile che è, appunto, la componente artistica.

Les Paladins - Sandrine Piau - Jérome Correas

Il celebre ensemble francese debutta a Bologna con un programma tutto händeliano, complice una straordinaria solista. Dalla fantasia visionaria dell’ultimo capolavoro musicale di Jean-Philippe Rameau prende il nome la compagine Les Paladins, orchestra da camera francese specializzata nel repertorio del XVII e XVIII secolo che, capitanata dal suo fondatore, il clavicembalista e direttore Jérôme Correas, approderà per la prima volta a Bologna invitata da Musica Insieme.

Takács Quartet

«Anche con il repertorio più complesso – recensisce il Times – questi musicisti si dimostrano intrepidi, dando alla musica un profondo senso di libertà. Allo stesso tempo, c’è un’assoluta attenzione al dettaglio: non una nota né un crine dell’archetto sono fuori posto».