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Il fascino del Novecento: Grazia Raimondi - Maria Grazia Bellocchio

Il fascino del Novecento: Grazia Raimondi - Maria Grazia Bellocchio

Data - Ora: 
Giovedì 14/03/2019 - 20:30
Artisti: 
Nome Artista: 
Ruolo Artista: 
violino
Ruolo Artista: 
pianoforte
Il concerto fa parte della rassegna: 
Programma: 
Compositore: 
Goffredo Petrassi
Titolo Opera: 
Introduzione e Allegro per violino e pianoforte
Compositore: 
Sergej Prokof’ev
Titolo Opera: 
Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis per violino e pianoforte
Compositore: 
György Kurtág
Titolo Opera: 
da Játékok per pianoforte:
...eine Blume für Ulrike Schuster... (VII, 22)
Play with Infinity (III, 2)
In Dark Days – for Ferenc Farkas (VI, 31)
Wandering in the Past – A Ligatura for Ligeti (VII, 26)
Antiphon in F-Sharp Minor (II, 34)
Doina (VI, 30)
Ligatura Y (VI, 36)
Compositore: 
Johannes Brahms
Titolo Opera: 
Sonata n. 3 in re minore op. 108 per violino e pianoforte

in collaborazione con Centro La Soffitta – Dipartimento delle Arti – Alma Mater Università di Bologna
Il concerto è a ingresso gratuito

Due soliste, entrambe specialiste riconosciute del repertorio contemporaneo, uniscono le loro inestimabili esperienze. Maria Grazia Bellocchio è stata invitata a far parte dell’Orchestra Schleswig Holstein Music Festival diretta da Leonard Bernstein, ed è membro stabile del Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli. Il violino di Grazia Raimondi ha risuonato al Concertgebouw di Amsterdam come alla Royal Albert Hall di Londra, collaborando con Pappano, Piovano, Sitkovetsky e Sollima. Insieme hanno scelto un programma che affianca due grandi Sonate fra Otto- e Novecento: l’ultima di Brahms, fra gli estremi esempi di una solidità formale e un equilibrio destinati di lì a poco ad essere infranti, e la Seconda di Prokof’ev, che nel 1944 a quella solidità sembra guardare nel suo classicismo pur ricco di ironia. Ad esse si intrecciano le opere di due autori fra i più originali del nostro tempo, come Petrassi e Kurtág, i cui Játékok richiamano sin dal titolo (Giochi) il gusto per la fantasia e per il trattamento creativo, quasi ‘fanciullesco’, del pianoforte.