La grande musica… Insieme a Bologna The great music… Together in Bologna

Beatrice Rana

Beatrice Rana

Data - Ora: 
Lunedì 11/02/2019 - 20:30
Artisti: 
Nome Artista: 
Ruolo Artista: 
pianoforte
Il concerto fa parte della rassegna: 
Programma: 
Compositore: 
Fryderyk Chopin
Titolo Opera: 
Dodici Studi op. 25
Compositore: 
Maurice Ravel
Titolo Opera: 
Miroirs
Compositore: 
Igor Stravinskij
Titolo Opera: 
L’oiseau de feu (trascrizione per pianoforte di Guido Agosti)

Sorprendente talento italiano in continua ascesa sulla scena internazionale, Beatrice Rana si è imposta grazie ad una impressionante serie di prestigiosi riconoscimenti, dal “Gramophone Award” per la sua incisione delle Variazioni Goldberg, al “New Generation Artist” della BBC, dal “Borletti-Buitoni Trust” al Premio “Abbiati” della critica, dal Premio del Pubblico al Concorso “Van Cliburn” alla vittoria del Concorso internazionale di Montreal. Nel suo recital per Musica Insieme, Beatrice Rana si misura con un repertorio di ampio respiro e di particolare difficoltà esecutiva, a partire da una pietra miliare della letteratura pianistica: i Dodici Studi op. 25 di Fryderyk Chopin. Ultimati nel 1837, ciascuno di essi esplora un peculiare aspetto della tecnica dello strumento, senza mai perdersi nel puro virtuosismo a discapito di quella cantabilità che fa di Chopin, ancora oggi, uno dei compositori più amati dal pubblico. Sognante ed elegante è la suite Miroirs di Maurice Ravel, frutto della sua militanza nel goliardico gruppo degli Apache: musicisti, pittori e scrittori che solevano incontrarsi settimanalmente per sottoporre ai compagni il frutto del proprio lavoro. I cinque movimenti della suite segnano un punto di non ritorno nello stile del compositore, ormai votato verso quelle nuove e audaci armonie che affascinarono i suoi contemporanei. Le pennellate sonore che raffigurano animali, cieli notturni e campane lontane fanno da preludio a L’oiseau de feu di Igor Stravinskij, una delle pagine più dirompenti del primo Novecento. La raffinata trascrizione pianistica di Guido Agosti, non distratta dai colori dell’orchestra, rivela con efficacia la distanza linguistica tra il mondo dell’umano, ancora ottocentesco, e la sfera del magico e del sovrannaturale, dipinta con modernissimi cromatismi.